Negli ultimi quindici anni si è parlato molto di realtà virtuale. Qualcosa che di fatto però non è mai entrato nelle nostre case o nella nostra vita di tutti i giorni.
Ancora il termine incuriosisce, proprio perché di realtà virtuale ne abbiamo “toccata” davvero poca e i campi di applicazione nel quotidiano sono stati, ai nostri occhi, praticamente nulli.
Attraverso il Quicktime VR e moderni software di interpretazione e completamento di questa tecnologia, siamo in grado di immergerci in un ambiente costituito da foto di alta qualità “incollate” tra loro, ma anche di elementi multimediali interattivi. Ad esempio un hyperlink, un pannello informativo che appare e scompare su richiesta, un quadro o un video multimediale “appeso” a una parete del nostro ambiente, una porta che ci introduce in una stanza diversa, e così via…
Attraverso l’uso di esposizioni multiple e immagini HDR (High-Dynamic-Range = ampia gamma dinamica), possiamo rappresentare fedelmente l’illuminazione delle aree più buie contemporaneamente a quella delle aree più luminose, anche in pieno sole. Con variazioni della stessa tecnica, è possibile vedere correttamente un ambiente illuminato *contemporaneamente* da luci di diverso tipo: a incandescenza, diurna, flash, etc.
Con l’avvento delle moderne tecnologie di fotografia digitale, ben posteriori all’invenzione del QTVR, la qualità delle applicazioni realizzabili è cresciuta vertiginosamente e oggi è uno strumento che possiamo rispolverare per molti usi che vanno dalle applicazioni artistiche al turismo, dall’educational alla valorizzazione del territorio.
Grazie anche all’utilizzo di attrezzatura professionale Nikon e Manfrotto, oltre a un background nel multimedia e nel web di oltre dieci anni, la fotografia panoramica è stato uno dei miei terreni di esplorazione degli ultimi due anni.
Potete navigare col mouse: click e trascina! per guardarvi intorno. Con la rotella invece si cambia l’angolo di visione, più ampio o più stretto (vicino e lontano).
Potete constatare come l’ambiente sia navigabile anche in 180° verticali “veri”. Salvo casi particolari come quello qui sopra (il punto di ripresa si trovava su una cassa molto stretta, dove era impossibile spostarsi), se infatti guardiamo in basso, nelle panoramiche, non ci sono blocchi all’angolo di visione oppure cerchi in tinta unita, né vediamo il cavalletto: possiamo realmente guardare sotto i nostri piedi come fossimo sospesi nell’aria!
